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LA LEGACY DI GIULIO ONESTI

Giulio Onesti ha segnato la società italiana del secondo Novecento tramite la cultura dello sport, ma esondando in tutti i campi, e lasciando un messaggio vivo nel tempo che in maniera naturale è importante tramandare alle nuove generazioni. La sua legacy, la sua eredità, è scolpita dalle parole di grandi personaggi che hanno avuto la possibilità di conoscere Giulio Onesti, comprendendo la portata della sua persona e, soprattutto, della sua opera. Vi proponiamo una selezione dei più bei aforismi di Onesti o a lui dedicati, mixata con alcuni degli aspetti della sua lunga e valida carriera.

32 stagioni (1946-1978)

Sospeso tra austerità e ironia: Quando ti svegli la mattina, individua il tuo avversario, e ragiona su come neutralizzarlo.
L’unica valvola di sfogo innocua è la competizione.
Lo sport è fatto di lealtà e di buona fede e quando mancano tali presupposti cessa di essere sport. Se scompare la fiducia nel pubblico, negli atleti e negli arbitri, tutto il sistema rischia di andare in frantumi.
Quella che era un’idea pioneristica (lo sport per tutti) sta diventando realtà.
Lo sport è una scuola mirabile di disciplina e controllo; esso è prezioso per la collettività umana e risponde in pieno alle esigenze della civiltà moderna.
E gli atleti? Non sono mai andato oltre la stretta di mano. Non m’interessa l’uomo-atleta ma il suo problema. È più importante per me il reinserimento dell’atleta nella vita sociale. Sarebbe una truffa nei suoi confronti compiacersi dei risultati e trascurare il suo avvenire.
Propose per primo al CIO di non procedere più alla consegna a mano delle medaglie, ma di dotarle di una catenella d appendere al collo degli atleti.
Era un Creatore. (M. Berlioux)
Padre dello sport, grande italiano. (M. Pescante)
Livellatore di ruoli e velleità, vizi e virtù.
Lotta contro l’apartheid nello sport.