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GIULIO ONESTI

Giulio OnestiGiulio Onesti nasce a Torino il 4 gennaio 1912.
 
Giovanissimo si trasferisce a Roma per frequentare l’Università: si laurea in Giurisprudenza, specializzandosi in diritto canonico.
Per qualche anno esercita la professione di avvocato. Durante la Seconda Guerra Mondiale combatte sul fronte jugoslavo, venendo anche ferito.
Dopo l’8 settembre 1943, Onesti svolge attività partigiana con il partito socialista. 

Nel 1944 viene nominato dal Governo Commissario straordinario del CONI, allo scopo di verificare l’opportunità o meno di liquidare l’Ente, considerato da molti un organismo di chiara impronta fascista. 

Nonostante i tempi difficilissimi, l’avvocato Onesti riesce in due anni a creare le condizioni per far sopravvivere il CONI, ideando una struttura democratica e ponendo basi concrete e solide per la sua rinascita: il CONI si avvia a diventare il perno vitale dello sviluppo dello sport nel Paese, ed anche nel quadro del Comitato Olimpico Internazionale. 

A seguito della soppressione di tutti i contributi statali a favore del CONI, il 19 novembre 1945 Onesti chiede che il CONI sia autorizzato all’esercizio di totalizzatori, scommesse e concorsi pronostici. Ricevuta l’autorizzazione dal Ministero dell’Interno il 4 gennaio 1946, il 19 dello stesso mese decide di affidare alla SISAL la gestione dei Concorsi pronostici sugli avvenimenti sportivi, che avranno poi inizio il 5 maggio del 1946.

Il 19 e il 20 giugno 1946 riunisce a Roma per la prima volta il Consiglio Nazionale del CONI e nella successiva seduta dello stesso, il 27 luglio 1946 a Milano, si dimette da Commissario straordinario e viene designato presidente del CONI.Onesti grande
L’11 maggio 1947 viene promulgato il decreto legislativo di modifica della Legge istitutiva dell’Ente e il 10 agosto 1947 il Consiglio Nazionale convalida con voto unanime la designazione di Giulio Onesti a Presidente del CONI. 
Conserverà la carica fino al 1978, quando, a seguito di una sentenza del TAR del Lazio, confermata dal Consiglio di Stato, che dichiara la sua ineleggibilità in base ad un articolo della nuova legge sul parastato, è costretto alle dimissioni. 

Nei trent’anni di presidenza, Giulio Onesti, oltre ad aver garantito l’autonomia economica dello sport con l’introduzione del Concorso pronostici Totocalcio, passato nel 1948 alla gestione diretta del CONI, promuove una serie di iniziative che portano l’Italia ai vertici dello sport mondiale. 

La squadra italiana partecipa nel 1948 ai Giochi Olimpici Invernali di Saint Moritz e ai Giochi Olimpici di Londra: da quel momento in poi, l’Italia non mancherà alcuna edizione dei Giochi Olimpici. 

Nel 1949 fonda la “Rivista di diritto sportivo”.

Sotto la sua presidenza, l’Italia viene scelta dal Comitato Olimpico Internazionale per organizzare i Giochi Olimpici Invernali di Cortina d’Ampezzo nel 1956 e gli indimenticabili Giochi Olimpici di Roma 1960. 

Nel 1964 Onesti viene eletto membro del CIO: svolge un’intensa attività politico-sportiva in tutto il mondo e viene eletto all’unanimità presidente dell’Assemblea generale dei Comitati Olimpici Nazionali da lui fondata. 
È nominato dal CIO coordinatore del programma di “Solidarietà Olimpica” per i Paesi in via di sviluppo e attua molteplici iniziative in diversi settori. Realizza una politica di scambi tecnici con i Comitati Olimpici di vari Paesi e un vasto programma in favore delle collettività italiane all’estero. 

Nel 1972 è il primo membro del CIO a recarsi in Cina e ad avviare il lavoro diplomatico che riporterà il grande paese asiatico nel consesso olimpico. 

Nel 1975 organizza a Roma la VII Assemblea dei Comitati Olimpici con la partecipazione di oltre 100 Paesi e all’unanimità viene rieletto a capo dell’organizzazione, che guiderà fino al 1979, ma verrà nominato presidente fondatore e presidente onorario a vita dell’Associazione dei Comitati Nazionali Olimpici. 

onesti3Nel 1976, nel corso della Sessione del CIO ad Innsbruck, viene consegnata ad Onesti la “Coppa Olimpica”, massimo riconoscimento del Comitato Olimpico Internazionale. 

Nel 1980 viene nominato dal CIO presidente della Commissione Cultura, incarico che coprirà fino alla sua morte, l’11 dicembre 1981.

In campo nazionale, nel 1965 Onesti ottiene dal Parlamento l’approvazione della cosiddetta “legge 50-50” per la ripartizione degli introiti del Totocalcio fra CONI e Stato.

Sostiene lo sport nella scuola e lo sport nelle Forze armate. Ancora una volta il Parlamento sostiene la sua attività approvando la legge che istituisce l’Istituto per il Credito Sportivo. 

Pubblica nel 1966 il “Libro bianco dello sport” auspicando la creazione dello “sport per tutti”; ribadisce il concetto con “Il Libro verde dello sport”(1971), “Sport e Regione” (1974) e “Il libro azzurro dello sport” (1975), indicando gli interventi concreti che lo Stato e le Regioni devono attuare per diffondere lo sport a tutti i livelli e per tutte le età. 

Nel 1968 lancia i Giochi della Gioventù per sensibilizzare l’opinione pubblica e avvicinare i giovani allo sport. 

Fonda l’Istituto di Medicina dello Sport, la Scuola dello Sport e i Centri di Preparazione Olimpica per varie discipline. 

Attua una vasta politica d’interventi diretti del CONI per la realizzazione di impianti sportivi di ogni tipo. Istituisce i Centri di avviamento allo sport per i giovanissimi, scuole di avviamento allo sport con carattere di prototipi, destinati a proliferare nel Paese e ad essere imitati.

Moltissime delle sue intuizioni, sia in campo nazionale sia internazionale, hanno contribuito in maniera determinante non solo allo sviluppo dello sport italiano, ma alla diffusione e alla crescita dell’attività sportiva nel mondo.

Si spegne nella sua abitazione romana l’11 dicembre 1981, all’età di 69 anni, a causa di una malattia. Giulio Onesti è sepolto al cimitero Monumentale del Verano a Roma.

 

Hanno detto di lui


Juan Antonio Samaranch, Presidente del CIO dal 1980 al 2000

La scomparsa di Giulio Onesti non è solo una perdita per l’Italia. E’ un lutto per tutto lo sport. E in particolar modo per l’Olimpismo. Le sue doti di grande dirigente, il suo spirito agonistico, la sua intelligenza, il suo dinamismo hanno lasciato un’impronta straordinaria in un quarto di secolo dello sport mondiale.

Fu il cervello dirigente e il braccio efficace nei Giochi Olimpici d’inverno di Cortina d’Ampezzo nel 1956, così come in quelli di Roma nel 1960, che determinarono un’importantissima svolta dell’Olimpismo.

Con Onesti i Giochi smisero di essere una manifestazione importante per divenire un avvenimento mondiale. Le sue virtù di grande dirigente si dimostrarono anche attraverso il suo costane e intelligente interesse per il terzo mondo. Ma questa attenzione per gli altri continenti non gli ha mai fatto perdere il suo senso europeo. Fu Onesti che fondò l’Associazione dei Comitati Olimpici Nazionali, cervello e motore attivo dell’Olimpismo. Onesti comprese anche che il nostro movimento non consisteva soltanto nel migliorare primati, nell’ottenere vittorie, ma anche nella partecipazione nobile dell’arte e della cultura. Perciò fu un grande Presidente del Comitato Culturale del CIO.