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“Onesti nello Sport”, le olimpiadi che vorrei: vincono le scuole di Roma e Torino

Roma, 10 giugno 2016 - Sono i giovani studenti non udenti del "Magarotto" di Torino ad aggiudicarsi la vittoria nella categoria dedicata agli spot della V edizione del concorso Onesti nello Sport, indetto dalla Fondazione Giulio Onesti in collaborazione con il Miur. "Sports signs” incarna alla perfezione l’integrazione alla base dello spirito olimpico: interpretando con il linguaggio dei segni e la mimica le discipline olimpiche, sono riusciti nell’impresa di racchiudere in 60 secondi un messaggio sociale importante, corredato da un ottimo sforzo tecnico nella realizzazione. L’istituto “Magarotto” di Torino è una scuola professionalizzante dedicata ai ragazzi sordi e udenti, senza distinzione né differenze, dove la diversità è un valore aggiunto.

L’Istituto “Cristo Re” di Roma trionfa invece nel settore cinemusicale. “Siamo noi gli eroi”, brano scritto, musicato e interpretato dai ragazzi, autori anche della clip video abbinata. Grazie alla magia del mix tra i generi rap e pop, viene descritta l’emozione autentica dello sport senza doping. Iconicamente, nel video il vincitore di un incontro di boxe viene privato della sua medaglia e del suo podio, fondato fisicamente su scatole e scatole di sostanze.

La cerimonia di premiazione ufficiale si terrà martedì 21 giugno 2016 alla Casa delle Armi del Foro Italico a Roma, in concomitanza con il conferimento del Premio Giulio Onesti a Tania Cagnotto, Giulia Conti e Francesca Clapcich, alla presenza del Presidente della Fondazione Giulio Onesti, Franco Carraro, del Presidente del CONI, Giovanni Malagò, i dirigenti del Miur e molti atleti della squadra azzurra convocati per i Giochi Olimpici di Rio 2016

Per le due scolaresche, un premio all’altezza della loro bravura: un viaggio estivo in Svizzera alla volta del Museo Olimpico dove potranno conoscere la storia e le emozioni dello sport. Non mancheranno anche momenti culturali importanti, con le visite alle Nazioni Unite e al CERN di Ginevra, simbolo dell’eccellenza scientifica italiana nel mondo.

Premio Onesti 2016 ex aequo a Tania Cagnotto e a Giulia Conti-Francesca Clapcich

fondazione onesti coniSi è riunito questa mattina – al Foro Italico – il Consiglio Direttivo della Fondazione Onesti, presieduto dal Presidente Franco Carraro, alla presenza del Presidente del CONI, Giovanni Malagò, e del Segretario Generale, Roberto Fabbricini. Nel corso della riunione è stato assegnato il Premio Onesti 2016, ex aequo, alla tuffatrice Tania Cagnotto, campionessa mondiale del trampolino da un metro a Kazan 2015, e alle veliste Giulia Conti e Francesca Clapcich, per il titolo iridato 2015 nella classe 49er FX. La premiazione avverrà dopo i Giochi Olimpici di Rio 2016. Lo scorso anno il premio era andato al presidente del CIO, Thomas Bach.  

Premio Giulio Onesti 2015 a Thomas Bach

il premio Giulio Onesti al presidente del CIO Thomas BachUna giornata “olimpica”. Roma veste i cinque cerchi per accogliere il Presidente del CIO, Thomas Bach, nel giorno del conferimento del Premio "Giulio Onesti" 2015. Le massime istituzioni nazionali e cittadine hanno accolto il numero uno del Comitato Olimpico Internazionale, rappresentando in modo significativo l’attenzione dell’Italia nei confronti dello sport e del sogno chiamato Roma 2024. La mattinata si è aperta con il ricevimento al Quirinale, dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella, alla presenza del Presidente del CONI, Giovanni Malagò, e dai membri del CIO, Franco Carraro e Mario Pescante. Il Presidente della Repubblica ha testimoniato a Bach il sostegno del Paese al lavoro del Comitato di Roma 2024 e l’importanza dello sport nel tessuto sociale. ''Quella dell'Italia è una candidatura forte per la sua storia, quella del Paese e quella sportiva'', la sintesi del discorso di Bach, che ha successivamente visitato la sede del Comitato Promotore di Roma 2024, introdotto da un video di 1'45" con le immagini dei Giochi di Roma ‘60 e vedute attuali delle bellezze e di alcuni eventi ospitati dagli impianti sportivi della Capitale.

“Roma ha una candidatura forte. Per la vostra storia. Per la ricca storia sportiva e olimpica, e anche perché avete tanti rappresentanti nell'organizzazione dello sport internazionale. Grazie per questo emozionante benvenuto. Non posso dimenticare Roma ’60: fu la mia prima esperienza olimpica. Ricordo bene Wilma Rudolph e il suo speciale cammino olimpico. Mi congratulo per i progressi che avete fatto. Sono molto contento di aver visto veramente un gruppo unito, un'Italia unita. Con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con il Comitato Promotore e il CONI, tutti quanti sono uniti dietro questo obiettivo così importante, è davvero una bella partenza”.

Bach è stato salutato dal presidente del Comitato Promotore, Luca Cordero di Montezemolo: "Grazie per essere qui, stiamo lavorando duramente per il futuro. Spero che senta la passione e l'entusiasmo che abbiamo tutti per questa sfida ". Ai saluti di Montezemolo hanno fatto seguito quelli del sindaco di Roma, Ignazio Marino, "spero che nel suo prossimo viaggio possa tornare per illustrarle le cose straordinarie che Roma sta facendo". E poi rivela il suo sogno. "Sarebbe bello fare del Colosseo il teatro delle premiazioni olimpiche”.

La giornata è proseguita al Salone d’Onore del CONI, dove il Presidente della Fondazione Onesti e membro CIO, Franco Carraro, ha consegnato al numero uno del Comitato Olimpico Internazionale il premio intitolato alla memoria dello storico presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, in passato attribuito ai suoi predecessori Samaranch e Rogge. Bach si è espresso con orgogliosa soddisfazione. "Voi difendete i valori dell'olimpismo, mi sento a casa. Grazie per questo onore, per me è una grande emozione ricevere questo premio. Ricordo quando due anni fa eravamo insieme in questo stesso salone. Io ero candidato alla presidenza del Comitato Olimpico Internazionale e voi non avete esitato ad esprimere il vostro supporto". Il capo dello sport mondiale ha sottolineato "la visione" che aveva Giulio Onesti, citando un discorso fatto dall'ex presidente del CONI, e l'importanza dei valori dello sport "senza differenze di credo politico, razza e religione".

Alla cerimonia, tra gli altri, ha presenziato anche il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini. "La scuola è pronta a partecipare e a sostenere con le proprie idee il percorso di Roma alla candidatura per i Giochi del 2024. La prossima edizione del concorso "Onesti nello Sport" in tutte le scuole italiane sarà dedicata a proporre idee e progetti in chiave olimpica". Nell’arco della cerimonia sono stati premiati i vincitori della IV edizione del Concorso “Onesti nello Sport”, riservato alle scuole secondarie superiori e organizzato dalla Fondazione Giulio Onesti, in collaborazione con il MIUR e, quest’anno, con il sostegno dell’Ufficio per lo Sport della Presidenza del Consiglio. La vittoria è andata all’Istituto Statale “Lener” di Marcianise con il brano musicale “Ci siamo anche noi” e all’Istituto Tecnico Agrario “Sereni”, con il cortometraggio “Il mio amico chiamato sport”.

Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, ha sottolineato l’importanza dei contenuti che ha saputo regalare la giornata. "Una bellissima giornata di sport olimpico. Bach ha espresso il suo orgoglio per il conferimento ricevuto dalla Fondazione Onesti e l'incontro con il Capo dello Stato Mattarella, alla presenza dei due membri CIO, Pescante e Carraro, credo che sia stato un grande e importante momento di conoscenza tra due istituzioni cosi diverse, ma che certamente condividono la visione dello sport come mezzo che consente a una società difficile di risolvere parte dei suoi problemi". Alla cerimonia erano presenti anche il Segretario Generale del CONI, Roberto Fabbricini, il Vice Segretario Generale, Carlo Mornati, il Vice Presidente del CONI, Giorgio Scarso, l’Amministratore Delegato della Coni Servizi, Alberto Miglietta, il Vicepresidente di Roma 2024, Luca Pancalli, il Global Coordinator, Claudia Bugno, e l'International Relations and Planning Manager del Comitato, Simone Perillo, numerosi Presidenti federali e membri di Giunta, Ottavio Cinquanta, Manuela Di Centa, Francesco Ricci Bitti, il Segretario dei COE, Raffaele Pagnozzi, alcuni Presidenti italiani di Federazioni Internazionali, tra cui Bruno Grandi (Ginnastica), Ivo Ferriani (Bob e Skeleton), Carlo Croce (Vela), Riccardo Fraccari (Baseball), il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, Gianni Letta.

 

Simeoni e Tomba eletti atleti del Centenario CONI

tomba-simeoniSara Simeoni e Alberto Tomba sono stati eletti atleta donna e atleta uomo del centenario CONI. Ad annunciarlo è stato il presidente del CONI, Giovanni Malagò, rendendo così ufficiale il risultato del voto combinato di giuria popolare e giuria atleti. Gli appassionati, esprimendo il loro voto tramite i siti web delle maggiori testate sportive italiane, Gazzetta dello Sport, Corriere dello Sport e Tuttosport, e dei broadcaster italiani ufficiali dei Giochi Olimpici, Skysport e Raisport, hanno contribuito per il 40%. Il restante 60% era invece nelle mani degli stessi atleti olimpionici italiani, tutti in lizza in quanto candidati. 
Tra le donne, sfida a tre che ha visto prevalere la sempiterna Simeoni sulla plurimedagliata Valentina Vezzali e sulla giovane, già campionessa indiscussa e tanto amata dal pubblico, Federica Pellegrini. Tra gli uomini exploit del meno noto dei fratelli Abbagnale, Agostino, che però, alla fine, ha dovuto cedere la testa della classifica ad Alberto Tomba.
Il voto popolare ha registrato una grandissima partecipazione: i circa 50.000 voti pervenuti fanno dell'iniziativa un successo assoluto, apprezzata evidentemente dagli appassionati italiani e non dello sport nostrano.
Gli atleti vincitori si vedranno assegnare il premio Giulio Onesti 2014 durante la cerimonia di premiazione che si terrà il 9 giugno presso la Casa delle Armi, nel Parco del Foro Italico a roma, alla presenza del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, del presidente del CIO, Thomas Bach, e del presidente del CONI, Giovanni Malagò.
Di seguito una scheda riassuntiva della carriera sportiva degli atleti eletti simbolo del centenario e vincitori del premio Giulio Onesti.
 
Sara Simeoni

Nata a Rivoli Veronese il 19 aprile 1953; alta 1.78 per 60 kg di peso. Presenze in Nazionale: 72. Allenatore: Erminio Azzaro. Due volte primatista del mondo con 2.01 nel 1978. Campionessa olimpica (1980) ed europea (1978) di salto in alto. 

Adottò lo stile Fosbury nell’anno successivo alla sua invenzione, cioè a quel 1968 in cui Dick Fosbury emerse a livello mondiale con il suo scavalcamento a gambero. Era seguita, allora, da Bragagnolo, ma presto sarebbe nato il sodalizio tecnico-sentimentale con Erminio Azzaro, anche lui saltatore in alto. Primatista italiana assoluta quando era ancora nella categoria juniores, aveva la sua arma migliore nella carica agonistica.

Nel 1978 a Brescia ha elevato a 2.01 il record mondiale, seconda donna al mondo a salire oltre i 2 metri. Più tardi, nello stesso anno, ha ripetuto il suo 2.01 battendo agli Europei di Praga la tedesca dell’Est Rosemarie Ackermann, l’atleta che nel 1977 aveva superato per prima i 2 metri.

Nella sua carriera ha partecipato a quattro edizioni dei Giochi olimpici: sesta nel 1972 a Monaco, seconda (dietro la Ackermann) nel 1976 a Montreal, finalmente oro nel 1980 a Mosca e di nuovo argento nel 1984 a Los Angeles (dietro la tedesca dell’Ovest Ulrike Meyfarth). Ammirata soprattutto per la sua capacità di rendere al meglio nelle gare importanti.

Nelle grandi manifestazioni che l’hanno condotta fino all’oro olimpico, ha quasi sempre migliorato il primato personale: Europei 1971 (passata da 1.76 a 1.78), Olimpiadi 1972 (da 1.80 a 1.85), Europei 1974 (da 1.86 a 1.89), Olimpiadi 1976 (da 1.90 a 1.91), Europei 1978 (uguaglia il personale di 2.01). Ha impressionato ai Giochi olimpici del 1984 a Los Angeles: sebbene afflitta da infortuni, ha saputo elevarsi di nuovo a 2.00, altezza che non superava più da sei anni.

Il bilancio delle sfide dirette con le sue grandi rivali è positivo nei confronti della Meyfarth, e sfavorevole contro la Ackermann.

I grandi risultati di Sara Simeoni: 
  • Titoli italiani: 1970, 1971, 1972, 1973, 1974, 1975, 1976, 1977, 1978, 1979, 1980, 1981, 1983, 1985 / alto outdoor - 1972 pentathlon - 1970, 1971, 1973, 1974, 1975, 1977, 1978, 1980, 1981 / alto indoor 
  • Giochi Olimpici: 6/1972, 2/1976, 1/1980, 2/1984 
  • Campionati Mondiali: elimin. qualif. /1983 
  • Campionati Europei: 9/1971, 3/1974, 1/1978, 3/1982, elimin. qualif. /1986 
  • Campionati Europei indoor: 9/1973, 11/1974, 4/1975, 1/1977, 1/1978, 1/1980, 1/1981 
  • Campionati Europei juniores: 5/1970 
  • Coppa del Mondo: 2/1977, 2/1979 
  • Coppa Europa: 2/1979, 5/1985 
 
Alberto Tomba

Nato il 19 dicembre 1966 a Bologna, lontano dalle cime innevate del belpaese. La carriera agonistica inizia nel 1983 a soli diciassette anni, dove gareggia in Svezia con la squadra C2 in Coppa Europa. L'anno seguente partecipa ai mondiali juniores americani, nella squadra C1: il quarto posto in slalom porta Alberto ad avanzare in squadra B. Con costanza e determinazione, Alberto raggiunge la squadra A e partecipa nel 1985 alla sua prima gara di Coppa del Mondo, a Madonna di Campiglio. Poi è la volta di Kitzbuhel (Austria) nel 1986. Nello stesso anno ad Aare (Svezia), Alberto parte con il numero 62 e si piazza sesto nella gara vinta da quello che sarà uno dei suoi più grandi rivali negli anni a venire, Pirmin Zurbriggen.

Alla fine del 1986 in Alta Badia arriva il primo podio in Coppa del Mondo, poi ancora nel 1987, ai mondiali di Crans Montana, conquista una medaglia di bronzo. Il nome di Alberto Tomba ricorre spesso nella stagione seguente: vince 9 gare tra cui la sua prima grande vittoria in slalom speciale. Dopo una serata di festeggiamenti, il giorno che segue la vittoria in speciale, Tomba vince anche il gigante, arrivando davanti al grande Ingemar Stenmark e addirittura salutando il pubblico con il braccio alzato prima ancora di tagliare il traguardo.

Poi è la volta delle Olimpiadi invernali dove Tomba vince due ori, negli slalom gigante e speciale; la Rai interrompe la trasmissione del Festival di Sanremo per trasmettere l'ultima gara.

Nel 1989 Alberto decide di lasciar perdere le discipline veloci per concentrarsi solo sulle gare di slalom speciale e gigante.

È nella stagione 1991/92 che Alberto Tomba torna alla grande: 9 vittorie, 4 secondi posti e 2 terzi posti. Poi le Olimpiadidi Albertville: vince l'oro in gigante davanti a Marc Girardelli e l'argento in slalom speciale. Nel 1994, alle Olimpiadi di Lillehammer, in Norvegia, conquista un argento in speciale.

Venti anni dopo Gustav Thoeni, nel 1995 Alberto Tomba riporta in Italia la Coppa del Mondo generale, vincendo 11 gare e perdendo solo quelle svoltesi in Giappone, terra per Tomba da sempre ostile dal punto di vista scaramantico.

I Mondiali di Sierra Nevada che dovevano svolgersi nel 1995 vengono spostati all'anno successivo per mancanza di neve: Tomba vince 2 ori. Dopo queste vittorie, comincia a pensare al ritiro. Ma non può mancare ai Mondiali italiani del Sestriere del 1997, ma non arriva molto in forma. Febbricitante, arriva terzo in slalom speciale. Nel 1998 le Olimpiadisi tengono a Nagano, in Giappone. E Alberto non vuole mollare. Dopo una rovinosa caduta in gigante, l'infortunio conseguente non gli permette un'adeguata prestazione in speciale.

Dopo una vita tutt'altro che facile passata sotto i riflettori, si ritira: insieme a Ingemar Stenmark, Alberto Tomba è l'unico atleta ad aver vinto per dieci anni consecutivi in Coppa del Mondo.

I grandi risultati di Alberto Tomba:

  • 48 vittorie in Coppa del Mondo (33 in Slalom, 15 in Gigante)
  • 5 medaglie d'oro (3 alle Olimpiadi e 2 ai Mondiali)
  • 2 medaglie d'argento alle Olimpiadi
  • 2 medaglie di bronzo ai Mondiali
  • 4 Coppe di specialità in Slalom Speciale
  • 4 Coppe di specialità in Slalom Gigante
  • 1 Coppa del Mondo Generale